Erasmus per adulti…

May 17th, 2012 Comments Off

… o del ministro nel Connecticut.

Dunque il ministro della Giustizia Paola Severino è volata fino nel Connecticut per imparare a come sfoltire la popolazione carceraria ( ce lo dice Maurizio Molinari sulla Stampa del 15 maggio u.s. - http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/giustizia-il-ministro-severino-in-connecticut-a-lezione-di-svuota-carceri ). Un viaggio molto istruttivo, a quanto pare.

In effetti sembra tutto molto ragionevole: quello Stato è uno dei più liberal degli USA, ha appena abolito la pena di morte e, se ha 16.000 detenuti, pare ne avrebbe il doppio senza sagaci leggi sul reinserimento che hanno un successo del 58%. Parlando con Leo Arnone, titolare del Dipartimento alle carceri, il ministro “fa domande tecniche, prende appunti e si dimostra ferrata sulle leggi del Connecticut “. Dice di essere in visita perché quello Stato è “un modello di successo negli Stati Uniti”: i suoi 16 penitenziari sono puliti, senza troppe restrizioni fisiche e insieme dal ferreo regime di sicurezza.  Arnone le spiega che le prigioni servono a riabilitare, non a sfornare criminali come quelli che sono entrati,  e che per il reinserimento degli ispanici e degli afroamericani è determinante la collaborazione delle Chiese. E aggiunge che i buoni risultati non sono stati ottenuti con leggi lassiste bensì con l’esatto contrario, con norme molto conservatrici per cui assai raramente il condannato esce prima del termine. Al termine dell’incontro, avvenuto nel Garner Correctional Institution, la Severino ringrazia per quanto “ha visto e ha imparato”.

Una notizia edificante. In apparenza. Perché per valutarla forse bisognerebbe ricordarsi di contestualizzarla. Per esempio guardando quanti sono gli abitanti del Connecticut: soltanto 3.500.000. E il suo reddito medio: 54.000 dollari all’anno ( procapite è al primo posto negli USA ). Se in Italia avessimo gli stessi tassi di carcerazione ci sarebbero circa 280.000 detenuti. Adesso sono soltanto 65.000. ( In altre parole, nel Connecticut è detenuta circa una persona su 218, in Italia 1 su mille ). E uno va nel Connecticut per imparare a sfoltire la popolazione carceraria? Meno male che quello Stato è uno dei più liberal… liberal soltanto negli USA. Meno preda di una “ossessione securitaria” degli altri ( in tutti gli Stati Uniti la percentuale di carcerati è di un detenuto su 125 abitanti, in Italia sarebbero mezzo milione… ). Ma perché mai il ministro non fa un volo molto più breve e se ne va a vedere e imparare in Paesi europei che, pur non essendo paradisi, presentano condizioni di vita carceraria migliori dell’Italia e del Connecticut?

Forse sono altre  le vere motivazioni di questo Erasmus ministeriale. Una subalternità culturale agli Stati Uniti? La convinzione che i problemi delle carceri si risolvono “con leggi ferree”? Necessità di relazioni internazionale con una forte comunità di origini italiane?

Un classico caso di narrazione deformata.

P.S. Di certo la battuta finale dell’articolo fa ricordare che al giornale non si dimentica mai la voce del padrone…

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State guardando Erasmus per adulti… nel Davide Pinardi.

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